sabato 1 febbraio 2014

Un drago di lago in gita alle... Terre d'Acqua


Ormai lo sapete. Sono un drago di lago.
Se sulla terra ferma posso non sembrare così temibile (tutti sempre a ricordarmi quanto più spaventosi siano i draghi con le ali), dovete vedermi nel mio ambiente. Il mio colore verde mi rende indistinguibile dal fondale, le scaglie si mimetizzano con i sassi. E, all’avvicinarsi di un avversario, scatto rapidissimo, più letale di qualsiasi predatore.
Non mi avete mai visto come un predatore letale? Dite che sto sempre sulle spalle dei miei umani dell’Ecomuseo Cusius, ben felice di viaggiare in pullman?
Beh, è perché mi avete sempre portato lontano dall’acqua!
Tutti questi viaggi a visitare miniere e grotte di vario tipo, alla ricerca, lo ammetto, di tesori gustosi come i tartufi, sono state piacevoli, ma non hanno giovato alla mia immagine di temibile drago. Quindi ho chiesto ai miei umani dell’Ecomuseo di rimediare. E loro, che sanno bene quanto io possa essere temibile, mi hanno subito obbedito.
Il 16 marzo mi portano nelle Terre d’Acqua.
Certo, i canali e le risaie non sono proprio come le profondità lacustri, ma mi hanno assicurato che a visitare la città di Vercelli mi sentirò a casa perché è una città che con l’acqua ha un legame antico. Quasi come un drago di lago, l’acqua la sa incanalare e trasformare da pericolo in opportunità.
Mi hanno assicurato anche che non dovrò appiattirmi sul fondale di una risaia o di un canale per cacciare. Per quanto sia abile a procurarmi delle prede, trovo molto più comodo e civile che il pasto arrivi da me già cucinato su un piatto di portata. Quindi a pranzo i miei umani dell’Ecomuseo hanno pensato di portarmi da uno chef stellato, espressione di cui io non conosco bene il significato, ma che traduco con: “se non mi fa mangiare bene, posso fargli vedere le stelle”.
E, infine, per una volta, potrò dare prova del mio draghesco coraggio. La gita, infatti, prevede la visita a Lucedio, dove si dice che ci siano segreti fiumi sotterranei e dove, pare, il diavolo possa essere evocato e imprigionato.
Ma non c’è da aver paura. Ci sono io. Sarò pure un drago di lago, ma il diavolo, se si presenta, me lo mangio in un boccone!

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